Segna Messi, raddoppia Cesc! Supercoppa al Barcellona

Certo che, nella vita, chi tutto e chi niente. Come se il Barcellona non fosse abbastanza forte. I blaugrana conquistano la loro quarta Supercoppa europea battendo 2-0 il Porto. Non che il verdetto sia iniquo, per carità. Ma vedere i portoghesi, dopo 39’ quasi da manuale, regalare il gol del vantaggio a Messi, non ci può evitare di tirare in ballo quel sano pizzico di fortuna che fa sempre comodo. Fuori e dentro un campo da calcio. E non possiamo fare a meno di notare che se la squadra di Guardiola (al suo dodicesimo titolo, incredibile in poco più di 3 anni!) vince anche dopo una prestazione meno mostruosa del solito, allora per la concorrenza è proprio dura.

SCELTE — Guardiola sceglie il buon momento di Keita al posto di Busquets per schermare i due centrali difensivi Mascherano e Abidal, che sostituiscono Piqué e Puyol. Per il resto Pep va coi suoi pretoriani e tiene in panchina i colpi del mercato Fabregas e Sanchez. Nel Porto C. Rodriguez è preferito a Varela in un tridente mascherato in cui Hulk parte da destra e Kleber è la boa ed è il primo a infastidire la manovra del Barcellona.

COSI’ SI FA — Guardi i primi minuti e capisci subito che l’erede di Villas Boas ci sa fare. La partita è preparata benissimo da Vitor Pereira: il 4-3-3 nominale diventa un 4-5-1 con le due linee cortissime. Soffocare Xavi e Iniesta è la missione. Se Keita, l’unico con piedi solo decorosi con Abidal in questa squadra, ha in mano le chiavi della squadra, il Barça fa meno male. E infatti i blaugrana fino al gol presentano un fatturato piuttosto modesto per i loro standard. Un pallonetto alto di Pedro (in sospetto fuorigioco), un destro di Xavi neutralizzato da Helton. Non solo: nei primi 20’ i “Dragoes” spaventano anche il gigante Golia. Hulk non trova la porta, prima su punizione poi col sinistro a giro dopo un’azione personale, Guarin si vede sporcare un destro dal limite che poteva far male.

LA SVOLTA — Sul finire di tempo la perfetta macchina di Pereira si allunga un po’. Il Barça, che ti prende quasi per sfinimento con la sua sapienza nel far girare palla, comincia a mettere la testa fuori. Ma nulla lascia presagire il gol. Che arriva al 39’ nel modo più sanguinoso per il Porto: Guarin, fin lì più che decoroso, appoggia indietro un pallone sulla pressione blaugrana. Ma lo fa come peggio non potrebbe: il terzino destro Saponaru è in controtempo e la palla arriva giusta giusta a Messi, oltre la linea a quattro portoghese ma rimesso in gioco dal passaggio avversario. E la Pulce certi gol uno contro uno col portiere non li sbaglia.

CAMBIA LA MUSICA — Si riparte e il Porto perde efficacia. I “Dragoes” non smettono di crederci e stuzzicano Valdes col destro da fuori di Guarin. Ma sono complessivamente meno effiaci in entrambe le fasi. Villa all’11’ facilita il compito ad Helton, poi è Pedro che si fa anticipare dal portiere di Vitor Pereira dopo un contropiede gestito alla perfezione da Messi. Guardiola va con Busquets centrale difensivo e Abidal a sinistra negli ultimi 30’, fase di partita in cui il Barça gestisce il possesso palla in maniera che definire efficace è riduttivo. Iniesta, miglior giocatore della partita, fa venire i nervi per la facilità con cui fa cose da mago del calcio. Il Porto perde fiducia e sbaglia in fondamentali che prima del gol venivano eseguiti alla perfezione. Gli unici due brividi per il Barcellona, e che brividi, arrivano nel finale: prima Mascherano e Valdes rischiano di fare la frittata, poi Abidal si complica la vita in disimpegno e poi per rimediare mette giù Guarin (che poi al 90′ si farà espellere) in area. Kuipers non fischia, ma il rigore c’è.

CHE COPPIA — Passato lo spavento, anche qui dovuto all’errore del singolo più che alla manovra collettiva, il Barça la chiude con un’azione delle sue, subito dopo il rosso a Rolando per doppia ammonizione. Messi dà un gioiello in area a Fabregas, che la mette giù di petto e non sbaglia. Anche in una serata “normale” una perla clamorosa. E soprattutto l’ennesima coppa…

Jacopo Gerna, La Gazzetta dello Sport

http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Primo_Piano/26-08-2011/guardiola-sceglie-keita-802613709937.shtml

About Marc Leprêtre

Marc Leprêtre is researcher in sociolinguistics, history and political science. Born in Etterbeek (Belgium), he lives in Barcelona (Spain) since 1982. He holds a PhD in History and a BA in Sociolinguistics. He is currently head of studies and prospective at the Centre for Contemporary Affairs (Government of Catalonia). Devoted Springsteen and Barça fan…
This entry was posted in Soccer. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s